Il cavallo tolfetano deriva il suo nome dall'omonimo comune di Tolfa che si estende all'estremo nord della provincia di Roma.
La razza si presenta come razza spontanea sviluppatasi sui monti della Tolfa, nel senso che sono state le difficoltà del territorio e le vicissitudini storiche a contribuire alla selezione del cavallo che oggi conosciamo.
La discendenza è certamente antica, ma sono poco documentate le varie influenze sul tipo genetico: dal culto per i cavalli Berberi della Roma rinascimentale alle probabili importazioni in epoca papalina e durante l'occupazione francese.
Anche più recenti apporti di sangue tra il leggero ed il pesante non hanno disperso questa popolazione così resistente e frugale.
La selezione naturale in un ambiente tra i più ostili e scarso di risorse, nonchè la tradizione locale, hanno consentito la conservazione di questo patrimonio genetico.
Il momento storicamente più importante è stato quando i cavalli tolfetani venivano utilizzati per i lavori in campagna, come cavalcature dai butteri per accudire il bestiame brado, come animali da soma e da tiro leggero, ma soprattutto per la trita, per la quale essi erano particolarmente apprezzati anche nei paesi vicini e in tutto il viterbese.
Scopo dell'Associazione è la valorizzazione del cavallo tolfetano attraverso la promozione dell'allevamento e dell'addestramento con particolare riferimento alla diffusione
delle tradizioni legate a questi cavalli.